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I Tre Bicchieri dell’Umbria per la guida “Vini d’Italia 2022” del Gambero Rosso… con un mio piccolo commento

Tre Bicchieri Umbria
Vini d’Italia 2022  del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

L’anno scorso 14, quest’anno 15 tre bicchieri per l’Umbria.

Non male l’elenco dell’Umbria, anche se ci sono vini e aziende che pare abbiano l’abbonamento. Questi li commento perché li conosco e li ho degustati e bevuti anche spesso.

A seguire il commento della regione da parte della redazione del Gambero Rosso con i 15 vini premiati.

I migliori vini dell’Umbria

“La piccola regione del centro Italia si conferma minuta solo per dimensioni. L’elevato numero dei Tre Bicchieri conquistati (quest’anno 15, un record) sono lo specchio esatto di una produzione in grande spolvero qualitativo che valorizza i rossi, ma mette anche in evidenza l’animo bianchista della Regione. Grandi conferme arrivano dalle Denominazioni più prestigiose: a Montefalco erano di scena i Sagrantino ’17 e qualche selezione della 2016. I primi, nonostante l’annata calda, offrono vini dalla trama fittissima, ma ormai – tra macerazioni calibrate e sapiente uso dei legni – l’impronta tannica è ben equilibrata col resto della materia. I 2016 si confermano grandi vini. Dallo stesso areale arrivano buone notizie grazie al Montefalco Rosso, non un fratellino minore del Sagrantino, ma un vino dove il Sangiovese primeggia e riesce a offrire sfumature territoriali diverse. Sempre da queste parti c’è spazio, infine, anche per i bianchi, col Trebbiano Spoletino sempre più protagonista. A proposito di bianchi non possiamo non parlare (molto bene) di Orvieto. Piano piano le cose stanno cambiando e il noto vino bianco sta riconquistando il prestigio che merita, in virtù di prodotti molto rappresentativi del territorio e dalla lunga capacità d’invecchiamento.

Ma in Umbria c’è di più, molto di più. A partire da Todi, altra zona sempre più in primo piano. Anche qui pensiamo che la natura bianchista prevalga, grazie a un vitigno, il Grechetto, capace di stupire per carattere e solarità. Pochi, pochissimi i vini di Torgiano prodotti, ma tutti di gran classe, tra sangiovese per i rossi, grechetto, trebbiano e vermentino per i bianchi. Concludiamo citando due zone che teniamo sotto osservazione da qualche anno. Una è la zona del Trasimeno, dove viene prodotto il gamay del Trasimeno: niente a che fare col vitigno del Beaujolais: questo fa parte della grande famiglia del grenache. Dai vigneti limitrofi al lago vengon fuori vini mediterranei e leggiadri, di grandissima beva. L’altra è l’areale di Narni, dove ormai da tanti anni il ciliegiolo è re incontrastato e sono diversi i produttori che ne imbottigliano affascinanti interpretazioni.

Adarmando 2019 – Tabarrini (un sempre più grande Trebbiano Spoletino da quella che sarà la mia azienda dell’anno 2021 per il centro Italia)

Cervaro della Sala 2019 – Castello della Sala (se avessi i soldi ogni anno ne comprerei un cartone)

FiorFiore 2019 – Roccafiore

Montefalco Rosso 2018 – Briziarelli

Montefalco Sagrantino 2016 – Antonelli – San Marco (Cantina  a cui ho dato il mio adesivo per azienda consigliata da Il Gourmet Errante)

Montefalco Sagrantino 2017 – Pardi

Montefalco Sagrantino 25 Anni 2016 – Caprai

Montefalco Sagrantino Collenottolo 2016 – Bellafonte (voglia di risentirlo)

Orvieto Cl. Sup. Luigi e Giovanna 2018 – Barberani (Per me la più grande annata per Luigi e Giovanna)

Orvieto Cl. Sup. Mare Antico 2019 – Decugnano dei Barbi (vino bevuto diverse volte, mi piace tanto)

Orvieto Cl. Sup. V. T. 2018 – Palazzone (Loro sono bravi assai)

Ràmici Ciliegiolo 2018 – Bussoletti (nell’annata 2018 Leonardo Bussoletti si è espresso alla grandissima)

Todi Grechetto I Rovi 2019 – Peppucci

Torgiano Bianco Torre di Giano V. Il Pino 2018 – Lungarotti

Trasimeno Gamay C’Osa Ris. 2019 – Madrevite (Vino e azienda che mi intrigano tantissimo)

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