Il Terroir Trasimeno

Specchi d’acqua che riempiono di sè il paesaggio e riflettono il verde delle colline fanno da cornice a questo terroir vocato alla viticoltura. Vaiano (371 metri d’altezza) e la vicina Cimbano (369 metri) sono importanti insediamenti rurali che conservano, ancora intatti, resti archeologici di epoca Etrusca e Romana.

In quest’area, oasi naturale e vergine, affonda le radici una viticultura dalle caratteristiche precise e uniche. La conformazione dell’area fa da volano termico creando un microclima particolare, con buone escursioni termiche, sinonimo di freschezza e longevità in bottiglia, con inverni miti ed estati calde ma ventilate, condizioni ottimali per lo sviluppo della viticoltura.

Il sottosuolo, nutrimento fondamentale per le viti, presenta invece terreni argillosi e fertili, in grado di imprimere grassezza e lunghezza ai nostri vini.

Gamay
del Trasimeno

Ogni volta che bisognava dare il ramato alla vigna francese, il Goldoni con la messa in moto a corda a strappo borbottava e arrancava fiero su per la collina. Del resto era l’unico che riusciva ad entrare nel piccolo vigneto ad alberello.
Questo è il ricordo più bello della mia adolescenza tra i campi e i filari.
Quella della vigna francese è una storia bella da respirare a pieni polmoni. Lunga oltre mezzo millennio da quando gli Aragona governarono questo lembo d’Italia e introdussero per la prima volta la Garnacia o per meglio dire la Grenache. Uva così legata al Mediterraneo che anche con le transumanze sarde di fine Ottocento e inizi del Novecento, venne ripiantata con l’appellativo di Cannonau.
Oggi di quel secolare vigneto conserviamo le caratteristiche grazie alla dedizione e il coraggio di nonno Zino che negli anni Settanta innestò le antiche barbatelle in un nuovo vigneto, e grazie alla sapiente opera conservativa di babbo Enio che lo ha mantenuto fino ad ora.
Oggi quel patrimonio tanto carico di biodiversità è stato ripropagato, e il piccolo vigneto dove il Goldoni arrancava è stato ricostituito donandoci uve sapide e croccanti che permettono di avere fragranza ed eleganza nel vino.

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Grechetto e
Trebbiano Spoletino

Li considero Gemelli diversi, perché entrambi sono varietà rustiche e generose espressioni del territorio ma al tempo stesso diversi per il risultato. Il Grechetto rappresenta la tradizione, più delicato, fresco, immediato. Il Trebbiano Spoletino invece è più strutturato, carico di profumi, dal carattere più netto e dalla grande longevità.

Sangiovese,
Montepulciano e Syrah

Tra le bacche rosse, oltre al Gamay del Trasimeno, compaiono due importanti protagonisti: il Sangiovese e il Montepulciano.Il Sangiovese è il padrone dei vigneti di mezza Italia Centrale. Noi, dopo oltre 15 anni di valorizzazione, abbiamo individuato a nord di una collina in località Le Capanne il miglior vigneto, quello in grado di dare un Sangiovese austero e importante, al contempo fresco, equilibrato e di grande piacevolezza.Il Montepulciano è la varietà che macchiava le mani e tingeva di rosso i filari. Attorno al bosco di famiglia prende forma Vigna Il Macchiolo, che dona un frutto atto ad imprimere complessità, pienezza e longevità.Nota di carattere più internazionale è il Syrah, vitigno che del resto rappresenta la luce che ha acceso tutto agli inizi degli anni 2000. Di rientro da un viaggio-studio in Francia ho immaginato una piccola Valle del Rodano: la dolcezza delle colline della Valdichiana incastonata tra i laghi e due attori: il Gamay del Trasimeno e il Syrah.

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I nostri numeri

60 ETTARI
50000 BARBATELLE
40000 BOTTIGLIE
1200 PIANTE DI ULIVO
1500 FAGIOLINA (kg)
6000 LEGUMI (kg)
15000 CEREALI ANTICHI (kg)
16000 ORE LAVORO MANUALI

Madrevite è oggi una cantina completamente ristrutturata. Qui la mano dell’uomo è impegnata in un’opera meticolosa, volta alla conservazione e all’esaltazione di ciò che la natura regala. Una sfida quotidiana e una passione indissolubile per il lavoro: sono questi gli unici segreti che ci permettono anno dopo anno, di produrre vini personali, complessi e fortemente territoriali.