Vigne e Vitigni

I principali vitigni a bacca rossa coltivati sono: Gamay del Trasimeno, Sangiovese, Syrah, Canaiolo, Ciliegiolo e marginalmente Merlot, Cabernet e Montepulciano, mentre quelli a bacca bianca sono Trebbiano Spoletino, Grechetto e San Colombano.

In quest’area, oasi naturale e vergine, affonda le radici una viticultura dalle caratteristiche precise e uniche. La conformazione dell’area fa da volano termico creando un microclima particolare, con buone escursioni termiche, sinonimo di freschezza e longevità in bottiglia, con inverni miti ed estati calde ma ventilate, condizioni ottimali per lo sviluppo della viticoltura.

Il sottosuolo, nutrimento fondamentale per le viti, presenta invece terreni argillosi e fertili, in grado di imprimere grassezza e lunghezza ai nostri vini.

Gamay
del Trasimeno

Il Gamay del Trasimeno, una delle uve più particolari dell’Umbria, che qui ha trovato il suo habitat ideale, è il vitigno che più rappresenta l’azienda. Le recenti ricerche ampelografiche sostengono che si tratta dello stesso vitigno che troviamo in Sardegna come Cannonau, in Veneto con il nome di Tocai Rosso, e in Francia e Spagna rispettivamente come Grenache e Garnacha.

Si pensa che il Gamay sia arrivato sin qui agli inizi del ‘600, con il matrimonio tra Fulvio Alessandro della Corgna, l’ultimo signore di Castiglione del Lago e Eleonora de Mendozza. La seconda ondata di contaminazione è invece avvenuta tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 con le due transumanze sarde verso il continente.

L’origine del nome è incerta, dal momento che questo vitigno non ha nulla a che vedere con il Gamay coltivato in Francia. Probabilmente c’è stata un’errata valutazione all’epoca in cui sono iniziate le prime trascrizioni di viticoltura, da parte di chi commerciava con il sud della Francia.

Quest’uva è caratterizzata da un grappolo di medie dimensioni, con acini dalla buccia molto pruinosa e dal colore blu violetto; una considerazione particolare, visto il marcato cambiamento climatico in atto, meriterebbe la sua notevole resistenza alla siccità.

A Madrevite il Gamay dimora in un piccolo vigneto in cima alla collina, ed è il frutto della grande dedizione del nonno Zino, che negli anni settanta innestò le antiche barbatelle di un vigneto secolare. Quel patrimonio tanto carico di biodiversità è stato ripropagato e ricostituito, e oggi elargisce uve sapide e croccanti conferiscono al vino fragranza ed eleganza.

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Grechetto e
Trebbiano Spoletino

Li considero Gemelli diversi, perché entrambi sono varietà rustiche e generose espressioni del territorio ma al tempo stesso diversi per il risultato.

Il Grechetto rappresenta la tradizione, più delicato, fresco, immediato.

Il Trebbiano Spoletino invece è più strutturato, carico di profumi, dal carattere più netto e dalla grande longevità.

Sangiovese,
Montepulciano e Syrah

Tra le bacche rosse, oltre al Gamay del Trasimeno, compaiono due importanti protagonisti: il Sangiovese e il Montepulciano.

Il Sangiovese è il padrone dei vigneti di mezza Italia Centrale. Noi, dopo oltre 15 anni di valorizzazione, abbiamo individuato a nord di una collina in località Le Capanne il miglior vigneto, quello in grado di dare un Sangiovese austero e importante, al contempo fresco, equilibrato e di grande piacevolezza.

Il Montepulciano è la varietà che macchiava le mani e tingeva di rosso i filari. Attorno al bosco di famiglia prende forma Vigna Il Macchiolo, che dona un frutto atto ad imprimere complessità, pienezza e longevità.

Nota di carattere più internazionale è il Syrah, vitigno che del resto rappresenta la luce che ha acceso tutto agli inizi degli anni 2000. Di rientro da un viaggio-studio in Francia ho immaginato una piccola Valle del Rodano: la dolcezza delle colline della Valdichiana incastonata tra i laghi e due attori, il Gamay del Trasimeno ed il Syrah.

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Azienda Madrevite 2

Un lavoro maniacale

Il lavoro in vigna è instancabile e maniacale, alla continua ricerca della perfetta sintesi tra una sapiente gestione agricola mutuata dalla tradizione e una costante e puntigliosa ricerca di tutte quelle acquisizioni tecnologiche che aiutano la viticoltura attuale a produrre una materia prima di qualità che esprima pienamente le caratteristriche ineguagliabili del territorio.

La vigna riceve grandi attenzioni per ottenere un grappolo ideale nel modo più naturale possibile.

La sostenibilità ambientale ed economica è il principio che ispira e governa tutta l’attività dell’azienda: ogni sforzo mira a ottenere e conservare un prodotto sano e di qualità, e ad esaltare senza interventi traumatici o artificiosi ciò che la natura regala,  e tutto questo lo si ottiene migliorando la fertilità del suolo, aumentando la biodiversità ambientale ed eliminando la chimica per la gestione di parassiti e infestanti.

La cantina, che si affaccia sui vigneti, ospita una sala di fermentazione e vinificazione con vasche di acciaio provviste di un sistema di controllo della temperatura. Le fermentazioni avvengono spontaneamente senza l’utilizzo di lieviti aggiunti, per mettere in evidenza il grande lavoro di selezione delle uve con il miglior grado di maturazione e il più integro stato di salute; la macerazione sulle bucce varia a seconda dell’annata e delle esigenze; si prediligono pressature soffici e chiarifiche naturali.  Nelle due sale d’invecchiamento si trovano le storiche botti di cemento, quelle grandi di legno, dove i vini affinano per mesi prima di essere pronti per la degustazione, e le piccole barriques di rovere francese.

Nicola Chiucchiurlotto e Madrevite sono la sintesi efficace tra il rispetto assoluto della tradizione agricola territoriale e l’intuizione che la rende contemporanea.