TERROIR

Come in un dipinto di Renoir le lussureggianti colline punteggiate da boschi, oliveti e vigneti circondano il lago Trasimeno e digradano dolcemente verso lo specchio d’acqua che ne riflette l’immagine.

In quelle acque, come narra la leggenda, la ninfa Agilla continua a cercare il suo sposo perduto, il principe etrusco Trasimeno, figlio del Dio Tirreno.

La viticoltura di questo territorio, come attestano i numerosi reperti archeologici, ha origini antiche, risalenti al periodo etrusco e romano. Plinio il Vecchio la descrive come un’area particolarmente vocata alla coltivazione della vite ed in grado di dare vini eccellenti.

La conformazione dell’area fa da volano termico creando un microclima molto particolare che garantisce le condizioni ottimali per lo sviluppo della viticoltura. Gli inverni sono miti, le estati calde e ventilate e le buone escursioni termiche tra il giorno e la notte assicurano freschezza e longevità al vino.

Il suolo è caratterizzato da sedimenti di colamento lacustre e fluvio-lacustre pleistocenici, costituiti da sabbie e argille con lenti e livelli ciottolosi. I terreni argillosi, prevalenti  rispetto a quelli dalla trama più grossolana, sono in grado di imprimere grassezza e lunghezza ai vini prodotti.

I vigneti hanno in media vent’anni e sono situati ad un’altitudine che va dai 280 ai 350 metri s.l.m.